In breve
Per un ristorante la newsletter serve a una cosa: riempire i tavoli quando sono vuoti. Si raccolgono le email al tavolo e alla prenotazione, con un QR code e un motivo per iscriversi; si scrive poco e al momento giusto (il menu della stagione, una serata, i giorni lenti); e si lasciano lavorare due automazioni, il benvenuto e il compleanno. A differenza dei social, la lista è tua: nessun algoritmo decide chi ti vede.
Perché la lista email vale più dei follower
Su Instagram è l’algoritmo a decidere quante persone vedono il tuo post. Con l’email decidi tu: la serata del giovedì arriva nella casella di tutti quelli che si sono iscritti. E la lista resta tua anche se domani un social cambia le regole.
C’è di più: chi ti lascia l’email ha già mangiato da te, o ci sta pensando. Non sono follower: sono clienti che puoi invitare di nuovo.
Come raccogliere le email dei clienti
- Un QR code sul tavolo, sul menu o sul conto: «Iscriviti e alla prossima visita il dolce lo offriamo noi».
- La prenotazione: se usi un sistema di prenotazione, aggiungi la casella (non spuntata) per ricevere le novità.
- Il sito: un modulo semplice, con il motivo per iscriversi nel titolo.
- Gli eventi: chi prenota una serata lascia l’email per la conferma; chiedi anche il consenso per le novità.
- Il compleanno: chiedi giorno e mese nel modulo. È l’automazione che i clienti ricordano di più.
Il consenso va chiesto in modo esplicito e separato: lo spieghiamo nella guida al GDPR.
Cosa scrivere ai clienti di un ristorante
- Il menu della settimana o della stagione, con un piatto raccontato bene.
- Le serate: degustazioni, musica, menu a tema, con i posti disponibili veri.
- I giorni lenti: «Il martedì la seconda pizza costa la metà», solo per gli iscritti.
- Le ricorrenze: San Valentino, Festa della mamma, cene di dicembre, da prenotare per tempo.
- Dietro le quinte: il fornitore della mozzarella, la nuova farina, chi c’è in cucina.
Email corte, con un solo pulsante: «Prenota un tavolo». Le persone leggono sul telefono, spesso in piedi.
Quando inviare
Manda l’email prima del momento in cui si decide dove mangiare:
- per il fine settimana, il giovedì o il venerdì mattina;
- per il pranzo, a metà mattina;
- per le ricorrenze, due o tre settimane prima, con un promemoria pochi giorni prima;
- per una serata con pochi posti, appena apri le prenotazioni.
Una o due email al mese, più le occasioni, sono un ritmo che i clienti apprezzano (ogni quanto mandare la newsletter).
Le automazioni che riportano le persone a tavola
- Benvenuto: grazie, il regalo promesso (il dolce, l’aperitivo) e come prenotare.
- Compleanno: un augurio e un invito, il giorno del compleanno. Si festeggia raramente da soli: spesso arriva un tavolo da quattro.
- Dopo la prenotazione: la conferma e, qualche giorno dopo, un grazie con l’invito a lasciare una recensione su Google.
- Riattivazione: a chi non apre da tempo, una sola email con un invito vero.
Su Spedito sono modelli pronti: li scegli, cambi i testi, li attivi (le email automatiche). Il modulo ha il suo QR code da stampare, e fino a 500 contatti è tutto gratis.
Domande frequenti
Un ristorante può mandare newsletter ai clienti?
Sì, a chi ha dato il consenso. Chi ha solo prenotato può ricevere le email legate alla prenotazione, ma per le promozioni serve il consenso, chiesto in modo chiaro e separato.
Quante email mandare ai clienti di un ristorante?
Una o due al mese, più le occasioni speciali. Meglio poche e attese che tante e ignorate.
Meglio la newsletter o WhatsApp?
Fanno cose diverse. WhatsApp è comodo per messaggi brevi e personali; con la newsletter scrivi a centinaia di clienti, con regole chiare sul consenso e senza i limiti dei messaggi di massa. Molti ristoranti usano entrambe.
Cosa regalare a chi si iscrive?
Qualcosa che costa poco a te e vale per il cliente: un dolce, un caffè, un aperitivo alla prossima visita. Funziona meglio di uno sconto sul conto, perché lo riporta al tavolo.