In breve
Non esiste una frequenza giusta per tutti, ma esiste una regola: scrivi con regolarità e solo quando hai qualcosa di utile. Per la maggior parte delle piccole attività il punto di partenza è ogni due settimane, e una volta al mese è il minimo: sotto, le persone si dimenticano di te. Per giorno e orario parti da quando i tuoi clienti leggono (pausa pranzo per chi lavora in ufficio, sera per i privati) e poi guarda i tuoi numeri.
La paura di scrivere troppo, e il costo di scrivere poco
Molti imprenditori scrivono poco per paura di disturbare. Risultato: tre email all’anno, ognuna accolta con «e questo chi è?». Chi non ti sente da mesi non ti riconosce, non apre, e a volte ti segnala come spam.
La verità è più semplice: non disturbi se sei utile. Disturbi se scrivi solo quando vuoi vendere qualcosa.
Che frequenza scegliere
- Ogni settimana: per chi ha davvero novità ogni settimana, come un ristorante con il menu o un negozio con nuovi arrivi.
- Ogni due settimane: il ritmo che consigliamo per partire. Abbastanza spesso per essere ricordati, abbastanza raro per avere sempre qualcosa da dire.
- Una volta al mese: il minimo per non essere dimenticati.
- Più volte alla settimana: solo in momenti precisi (saldi, Black Friday, un lancio) e solo se le persone lo sanno.
Qualunque ritmo scegli, dillo nel modulo e nell’email di benvenuto: «ti scrivo ogni due settimane». Chi sa cosa aspettarsi non si sente invaso.
Giorno e orario: i dati veri sono i tuoi
Trovi studi che giurano sul martedì alle 10 e altri sul giovedì sera. Il punto è che misurano le liste di altri. Ragiona sui tuoi clienti:
- Chi ti legge dal lavoro (aziende, professionisti): mattina presto o pausa pranzo, nei giorni feriali.
- Privati: sera e fine settimana, quando hanno tempo di leggere.
- Ristoranti e locali: qualche ora prima del momento in cui si decide dove andare, il giovedì per il fine settimana e a metà mattina per il pranzo.
- Negozi: prima del momento dell’acquisto, non dopo; il venerdì per il sabato.
Poi prova: manda qualche email in due orari diversi e confronta i clic, non solo le aperture.
Come capire se stai scrivendo troppo, o troppo poco
- Disiscrizioni che salgono dopo ogni invio: scrivi troppo, o cose poco utili.
- Segnalazioni di spam: il segnale più grave. Fermati e chiediti perché.
- Clic in calo invio dopo invio: le persone si stanno stancando del contenuto, non solo della frequenza.
- Vendite e risposte: se arrivano soprattutto dopo le email, scrivere più spesso probabilmente rende.
Le aperture sono una guida meno affidabile di un tempo: lo spieghiamo in quali numeri guardare.
E se non ho niente da dire?
Quasi sempre ce l’hai. Ecco cosa può raccontare una piccola attività senza inventare niente:
- cosa c’è di nuovo: un prodotto, un piatto, un servizio;
- come si usa, si conserva, si sceglie quello che vendi;
- una storia del tuo lavoro: un cliente, un errore, una scoperta;
- le domande che ti fanno al banco, con la risposta;
- cosa succede questo mese: eventi, stagioni, scadenze.
Con Spedito prepari le email quando hai tempo e le programmi. I piani a pagamento includono 10 email al mese per contatto (con 1.000 contatti, 10.000 email), più di quante ne servano a qualsiasi ritmo sensato.
Domande frequenti
Qual è il giorno migliore per mandare una newsletter?
Quello in cui i tuoi clienti hanno tempo di leggerla. Per chi scrive alle aziende, i giorni feriali; per i privati, spesso sera e fine settimana. Prova due giorni diversi e confronta i clic.
Una newsletter a settimana è troppo?
No, se ogni email ha qualcosa di utile e le persone sanno che arriva ogni settimana. Diventa troppo quando scrivi solo per riempire il calendario.
Le email automatiche contano nella frequenza?
Sì: per chi le riceve sono email come le altre. Chi è appena entrato nella sequenza di benvenuto puoi tenerlo fuori dalla newsletter di quella settimana con un segmento sulla data di iscrizione.
Meglio mandare le email sempre alla stessa ora?
Sì, almeno per un periodo: la costanza aiuta le persone ad aspettarti e ti permette di confrontare i risultati da un invio all’altro.