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Test di deliverability: quanto arrivano in inbox le tue email?
Scrivi il dominio da cui mandi le email (o un tuo indirizzo): controlliamo quello che guardano Gmail, Outlook e Yahoo prima di decidere se un’email va in arrivo o nello spam, e ti diamo un punteggio da 1 a 100. Rispondi a quattro domande sulle tue abitudini per un punteggio completo.
Come calcoliamo il punteggio
Il punteggio va da 1 a 100 e mette insieme le due cose che guardano Gmail, Outlook, Yahoo e i servizi di invio come Amazon SES prima di decidere dove mettere un’email: come è configurato il dominio da cui scrivi e come ti comporti con la tua lista.
- Dominio, metà del punteggio. SPF vale 20 punti, DKIM 25, DMARC 25, i record MX 10: 80 punti in tutto, riportati a 100.
- Abitudini, l’altra metà. Quattro domande da 25 punti: come si iscrivono le persone, quante segnalano spam, quante email tornano indietro, come pulisci la lista.
- Senza risposte, il punteggio è solo quello del dominio. Da 85 in su è ottimo, da 70 buono, da 50 da migliorare, sotto 50 a rischio.
I controlli sul dominio
- SPF elenca i server che possono spedire per il tuo dominio. Deve essere un solo record, chiuso da «~all» o «-all», e non superare le 10 ricerche DNS previste dallo standard (RFC 7208).
- DKIM firma ogni email con una chiave pubblicata nel DNS. Senza il selettore non si può leggere: proviamo i più usati e, se non lo troviamo, non lo diamo per mancante.
- DMARC dice ai provider cosa fare con le email false a nome tuo. Dal 2024 Gmail e Yahoo, e dal 5 maggio 2025 Microsoft, lo chiedono (almeno con «p=none») a chi manda più di 5.000 email al giorno; «quarantine» e «reject» proteggono davvero.
- MX serve a ricevere risposte e notifiche: un dominio che non riceve posta sembra usa e getta.
- BIMI, facoltativo, mostra il tuo logo nelle caselle che lo supportano: lo segnaliamo ma non toglie punti.
Le soglie che usano i provider
- Segnalazioni di spam: Gmail e Yahoo chiedono di restare sotto lo 0,3%, meglio sotto lo 0,1%. Amazon SES mette l’account sotto revisione dallo 0,1% e può bloccarlo dallo 0,5%.
- Rimbalzi: Amazon SES consiglia di restare sotto il 5%: dal 5% l’account va in revisione, dal 10% può essere bloccato.
- Disiscrizione: Gmail e Yahoo chiedono a chi manda tante email un link per disiscriversi in un clic (RFC 8058), che valga entro due giorni.
- Consenso: tutti consigliano il doppio opt-in e vietano le liste comprate: sono la causa principale di trappole antispam e segnalazioni.
Cosa questo test non può vedere
Da fuori si vede il DNS, non la reputazione: come ti giudicano Gmail e Outlook (lo dice Google Postmaster Tools), se il tuo dominio è in una blacklist, il contenuto delle email e quante persone le aprono. Per quelli servono i dati dei tuoi invii: in Spedito la pagina Deliverability li calcola da soli, con un punteggio che segui settimana per settimana e i consigli per tenerlo alto.
Domande frequenti
Che cos’è la deliverability?
È la capacità delle tue email di arrivare nella posta in arrivo invece che nello spam. Dipende da come è configurato il dominio (SPF, DKIM, DMARC) e dalla tua reputazione: segnalazioni di spam, rimbalzi e quanto le persone aprono le tue email.
Un punteggio alto garantisce la posta in arrivo?
No: nessuno può garantirlo, perché ogni provider decide anche in base al contenuto e al comportamento di chi riceve. Un punteggio alto vuol dire che hai fatto tutto quello che dipende da te.
Perché DKIM risulta «non trovato» se l’ho attivato?
Una chiave DKIM sta sotto un nome, il selettore, che solo il servizio di invio conosce. Proviamo i più comuni; se il tuo è diverso, scrivilo nel campo apposito e lo controlliamo.
Devo mettere subito DMARC su «reject»?
No. Parti da «p=none» con un indirizzo per i report (rua), controlla per qualche settimana che tutte le tue email passino, poi passa a «quarantine» e infine a «reject».
Salvate il dominio che scrivo?
No. Il dominio serve solo per le ricerche DNS, che sono pubbliche. Per evitare abusi teniamo per un giorno un’impronta cifrata dell’indirizzo IP, come per gli altri strumenti gratuiti.