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Le tue email finiscono nello spam? Le regole del 2026 e come rimediare

4 min di lettura

In breve

Le email finiscono nello spam soprattutto per tre motivi: il dominio non è autenticato (SPF, DKIM e DMARC), la lista non è pulita (indirizzi vecchi, comprati o senza consenso) e le persone segnalano le email come spam. Dal 2024 Gmail e Yahoo, e dal 2025 Outlook, chiedono a chi manda tante email autenticazione completa e disiscrizione in un clic. Ecco cosa fare, passo per passo.

Cosa chiedono Gmail, Yahoo e Outlook

Da febbraio 2024 Google e Yahoo hanno reso obbligatorie alcune regole per chi spedisce molte email ai loro utenti. Microsoft ha fatto lo stesso per Outlook.com e Hotmail da maggio 2025. In sintesi:

  • Tutti i mittenti: almeno SPF o DKIM, e segnalazioni di spam sotto lo 0,3% (Google consiglia di restare sotto lo 0,1%).
  • Chi manda più di 5.000 email al giorno a Gmail o Outlook: SPF e DKIM, una politica DMARC (anche solo “p=none”) allineata al dominio del mittente.
  • Email promozionali: disiscrizione in un clic (lo standard RFC 8058) e richieste di disiscrizione rispettate entro due giorni.
  • Outlook: dal 5 maggio 2025 rifiuta le email di chi supera le 5.000 al giorno senza autenticazione.

Anche se oggi mandi meno di 5.000 email al giorno, conviene seguire le stesse regole: i filtri premiano chi lo fa.

SPF, DKIM e DMARC spiegati semplice

  • SPF è una lista, pubblicata nel DNS del tuo dominio, dei server autorizzati a spedire per te.
  • DKIM è una firma digitale su ogni email: dimostra che è partita davvero da te e che nessuno l’ha modificata.
  • DMARC dice a Gmail e agli altri cosa fare con un’email che usa il tuo dominio ma non supera i controlli, e ti manda i report.

Si attivano aggiungendo alcuni record DNS dove hai comprato il dominio. Su Spedito sono quattro record da copiare, con le istruzioni per Aruba, Register.it, GoDaddy, OVH, IONOS, Cloudflare e gli altri: lo spieghiamo in Verificare il dominio.

La lista conta più dell’oggetto

I filtri guardano soprattutto come reagiscono le persone. Una lista sana ha pochi rimbalzi, poche segnalazioni e tante aperture. Per tenerla così:

  • Scrivi solo a chi si è iscritto, e di recente. Mai liste comprate: sono piene di indirizzi abbandonati, alcuni usati apposta come trappole antispam.
  • Usa il doppio opt-in: blocca indirizzi sbagliati e iscrizioni finte.
  • Togli chi non apre da molti mesi, dopo un’ultima email per chiedergli se vuole restare.
  • Rendi la disiscrizione facile: chi non trova il link preme “spam”, ed è molto peggio.
  • Scrivi con regolarità: una lista che riceve email dopo un anno di silenzio reagisce male.

Contenuto e abitudini che aiutano

  • Usa sempre lo stesso nome mittente, riconoscibile: il nome della tua attività.
  • Scrivi testo vero, non un’unica immagine: i filtri non possono leggere un’immagine, e molte persone non le vedono.
  • Oggetto chiaro e onesto, senza maiuscole urlate o promesse esagerate.
  • Pochi link, verso il tuo sito, e niente indirizzi accorciati.
  • Manda una prova a te stesso prima di ogni invio.
  • Con un dominio nuovo, parti piano: qualche centinaio di email al giorno, poi di più.

Cosa fa Spedito per te

Parte del lavoro lo fa la piattaforma. Su Spedito:

  • ogni email ha la disiscrizione in un clic, anche come intestazione tecnica RFC 8058, nella lingua di chi riceve;
  • gli indirizzi che rimbalzano in modo definitivo vengono fermati, quelli con problemi temporanei riprovati;
  • chi segna un’email come spam viene disiscritto da solo;
  • se rimbalzi o segnalazioni superano le soglie di sicurezza, gli invii si mettono in pausa e ti scriviamo per sistemare insieme;
  • gli account nuovi crescono con gradualità nei primi 14 giorni, per non bruciare la reputazione del dominio;
  • i clic dei sistemi antivirus aziendali non vengono contati, così i tuoi report restano veri.

Tutti i dettagli sono nella guida Rimbalzi, spam e consegna.

Domande frequenti

Perché le mie newsletter finiscono nella scheda Promozioni di Gmail?

Promozioni non è spam: Gmail ci mette le email commerciali, anche se perfette. Le persone che ti leggono le trovano lì. Per arrivare in Principale non ci sono trucchi: scrivi email utili e chiedi agli iscritti di spostarti.

Mi serve DMARC se mando poche email?

Per legge no, e le regole più severe valgono sopra le 5.000 email al giorno. Ma con SPF, DKIM e DMARC le tue email sono più credibili per tutti i provider, e nessuno può spedire a nome del tuo dominio.

Quante segnalazioni di spam sono troppe?

Google chiede di restare sotto lo 0,3% e consiglia sotto lo 0,1%: al massimo una segnalazione ogni mille email.

Posso usare Spedito con un indirizzo Gmail?

Per le newsletter no: Gmail, Outlook e Libero non autorizzano altre piattaforme a spedire a loro nome, e le email rischiano di essere rifiutate. Ti serve un indirizzo del tuo dominio, che puoi verificare in pochi minuti.

Fonti e norme citate

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