In breve
Per fare una newsletter servono sette passi: decidere a cosa serve e ogni quanto scrivere, scegliere uno strumento di email marketing, usare un indirizzo del tuo dominio, raccogliere i primi iscritti con il loro consenso, preparare un’email di benvenuto automatica, scrivere la prima newsletter e guardare i risultati per migliorare. Con Spedito parti gratis fino a 500 contatti: qui sotto ogni passo, con esempi per negozi, ristoranti e studi.
Prima di tutto: a cosa serve la tua newsletter
Una newsletter funziona quando ha uno scopo chiaro. Prima di scrivere una riga, rispondi a due domande:
- Cosa vuoi che facciano le persone? Tornare in negozio, prenotare un tavolo o un appuntamento, comprare online, chiamarti per un preventivo.
- Ogni quanto scriverai? Una o due volte al mese è un buon ritmo per quasi tutte le piccole attività. Meglio poco ma con costanza: una newsletter che arriva dopo sei mesi di silenzio non la riconosce nessuno.
Scrivi le due risposte da qualche parte: ti serviranno per il modulo di iscrizione (“cosa riceverai e ogni quanto”) e per decidere cosa mettere in ogni email.
Scegli lo strumento giusto
Mandare una newsletter da Gmail o Outlook, con tutti in copia nascosta, sembra la soluzione più semplice, ma non lo è: questi servizi limitano gli invii a qualche centinaio di destinatari al giorno, non c’è il link per disiscriversi e le email finiscono facilmente nello spam. Serve uno strumento di email marketing. Quando scegli, guarda:
- il prezzo su 12 mesi, alla dimensione che avrà la tua lista tra un anno;
- nessun marchio della piattaforma nelle tue email;
- moduli di iscrizione e automazioni inclusi, anche nel piano più piccolo;
- i dati nell’Unione europea e il contratto sul trattamento dei dati (DPA);
- un’interfaccia nella tua lingua, che capisci al primo colpo.
Abbiamo confrontato i prezzi di tutte le piattaforme più usate nella guida all’email marketing economico e i piani gratuiti in Email marketing gratis. Spedito è gratis fino a 500 contatti, con tutte le funzioni, poi costa 5 € al mese fino a 1.000 contatti.
Mittente e dominio: il passo che evita lo spam
Le persone devono riconoscerti al primo sguardo nella casella di posta. Scegli un nome mittente semplice, quello della tua attività (“Forno Rossi”), e un indirizzo del tuo dominio, come info@fornorossi.it, non un indirizzo @gmail.com o @libero.it.
Poi verifica il dominio: aggiungi alcuni record DNS dove l’hai comprato, così Gmail, Yahoo e Outlook sanno che le email arrivano davvero da te. Su Spedito sono quattro record da copiare, con le istruzioni per Aruba, Register.it, GoDaddy e gli altri fornitori: lo spieghiamo in Verificare il dominio. Nel frattempo puoi già preparare le email.
Trova i primi iscritti, nel modo giusto
Non partire da zero: probabilmente hai già persone interessate. Ecco dove trovarle, sempre con il loro consenso:
- I tuoi clienti: se ti hanno lasciato l’email comprando, puoi scrivergli per prodotti simili, purché tu li abbia informati e possano disiscriversi in ogni email. Per tutti gli altri serve il consenso.
- Un modulo sul sito: un riquadro in fondo alla pagina o un popup che compare dopo qualche secondo.
- Una pagina di iscrizione con QR code: lo stampi sul bancone, sui volantini o sullo scontrino, e lo metti nel link della bio su Instagram. Non serve nemmeno avere un sito.
- Il negozio online o le prenotazioni: con Shopify, WooCommerce o Calendly collegati, i clienti che accettano entrano nella lista da soli.
- Un motivo per iscriversi: un piccolo sconto sul primo acquisto, una ricetta, un consiglio del mese. Di’ chiaramente cosa riceveranno.
Mai comprare liste di indirizzi: non è legale e rovina la consegna di tutte le tue email. Le regole da conoscere sono nella guida Newsletter e GDPR, e per avere una prova solida del consenso attiva il doppio opt-in.
L’email di benvenuto, in automatico
Il momento in cui qualcuno si iscrive è quello in cui è più interessato a te. Un’email di benvenuto che parte subito, da sola, è spesso l’email più letta di tutte. Mettici:
- un grazie e una frase su chi sei;
- cosa riceverà e ogni quanto;
- il regalo promesso, se c’era (il codice sconto, la guida);
- un solo invito: visitare il negozio, prenotare, guardare le novità.
Su Spedito la crei in Automazioni, partendo dal modello di benvenuto: si attiva da sola per ogni nuovo iscritto dai tuoi moduli.
Scrivi la prima newsletter
Una buona newsletter per una piccola attività è breve e personale. Una struttura che funziona quasi sempre:
- Oggetto: breve e concreto, dice cosa c’è dentro (“Il pane d’autunno è arrivato”). Niente maiuscole urlate.
- Anteprima: la riga che si vede sotto l’oggetto; usala per completare il messaggio.
- Apertura: due righe, come parleresti a un cliente al bancone.
- Una notizia principale: una novità, un consiglio, un evento. Una sola, ben raccontata.
- Un invito all’azione: un pulsante chiaro (“Prenota”, “Guarda le novità”).
- Firma: il tuo nome. Le persone rispondono alle persone.
Se non sai cosa raccontare, parti da qui: un negozio presenta i nuovi arrivi o un consiglio d’uso; un ristorante il menu della stagione o una serata speciale; uno studio o un professionista un consiglio pratico e una domanda frequente dei clienti; un parrucchiere o un centro estetico le tendenze del mese e gli appuntamenti liberi.
Su Spedito puoi farti aiutare dall’AI a scrivere la prima bozza e, se i tuoi clienti parlano lingue diverse, mandare a ognuno la newsletter nella sua lingua. Prima di inviare, manda sempre una prova a te stesso e aprila dal telefono.
Quando inviare e come capire se funziona
Non esiste un giorno o un’ora perfetti per tutti: dipende dal tuo pubblico. Scegli un momento in cui i tuoi clienti hanno due minuti, per esempio a metà mattina in settimana, e mantienilo per qualche invio. Per capire quale oggetto funziona meglio, Spedito può fare un test A/B: due oggetti a una parte della lista, poi il migliore a tutti.
Dopo ogni invio guarda quattro numeri:
- Aperture: sono una stima. Da quando Apple Mail precarica le immagini, molte aperture risultano anche se la persona non ha letto: guardale come tendenza, non come cifra esatta.
- Clic: il numero più affidabile. Ti dice cosa interessa davvero.
- Disiscrizioni: qualcuna è normale a ogni invio. Se aumentano, forse scrivi troppo spesso o di cose che non interessano.
- Rimbalzi: indirizzi che non esistono più. Se sono tanti, la lista va pulita.
Spedito ti manda un resoconto con questi numeri 24 ore dopo ogni invio.
Gli errori da evitare
- Comprare o copiare liste di indirizzi.
- Mandare solo offerte: alterna con consigli, storie e novità.
- Fare un’email che è un’unica immagine: i filtri non la leggono e molti non la vedono.
- Nascondere il link per disiscriversi: chi non lo trova preme “spam”.
- Sparire per mesi e poi tornare all’improvviso.
- Spedire da un indirizzo Gmail o Libero invece che dal tuo dominio.
Domande frequenti
Quanto costa fare una newsletter?
Con Spedito niente fino a 500 contatti, con 3.000 email al mese e tutte le funzioni. Poi 5 € al mese fino a 1.000 contatti e 15 € fino a 5.000, IVA esclusa. Il confronto con le altre piattaforme è nella guida all’email marketing economico.
Ogni quanto devo mandare la newsletter?
Una o due volte al mese va bene per quasi tutte le piccole attività. Conta più la costanza della frequenza: scegli un ritmo che riesci a mantenere.
Mi serve un sito per fare una newsletter?
No. Con Spedito ogni modulo ha anche una sua pagina, con link e QR code, da condividere su Instagram, WhatsApp o da stampare sul bancone.
Posso mandare la newsletter da Gmail?
Per pochi amici sì, per i clienti no: Gmail limita gli invii, non offre il link per disiscriversi e le email con tanti destinatari finiscono facilmente nello spam. Con uno strumento di email marketing hai anche i moduli, le automazioni e i report.
Quanto tempo ci vuole per partire?
Il primo invio si prepara in pochi minuti. La verifica del dominio può richiedere da qualche minuto a qualche ora, il tempo che i record DNS si aggiornino: intanto puoi già scrivere.