In breve
L’email di benvenuto parte subito dopo l’iscrizione, quando la persona ti sta ancora pensando: per questo è la più aperta e la più letta di tutte. Deve fare tre cose: dire grazie e cosa riceverà, consegnare quello che hai promesso (uno sconto, una guida, un regalo) e chiedere un piccolo passo verso il primo acquisto. Meglio ancora se non è sola: tre email in una settimana fanno il lavoro che una sola non può fare.
Perché l’email di benvenuto conta più di tutte le altre
Pensa a cosa succede quando qualcuno si iscrive. Ha appena scritto il suo indirizzo nel tuo modulo: è il momento in cui ti conosce meno e ti ascolta di più. Quella attenzione non tornerà mai più così alta. Ogni giorno che passa senza un tuo messaggio, si chiede un po’ di più chi sei e perché ti ha lasciato l’email.
Chi lascia la prima email al caso, o peggio non la manda, butta via il lavoro fatto per ottenere quell’iscrizione: il modulo, il post, la pubblicità, il cartello sul bancone.
Cosa scrivere: le 5 parti di un’email di benvenuto che funziona
- Un oggetto che mantiene la promessa. Se nel modulo hai promesso il 10% di sconto, l’oggetto è «Ecco il tuo 10% di sconto», non «Benvenuto nella nostra community».
- Grazie, in una riga. Senza discorsi: chi legge vuole quello che gli hai promesso.
- Il regalo, subito. Il codice sconto, il link alla guida, l’invito: in alto, ben visibile.
- Cosa riceverà e ogni quanto. «Ti scrivo due volte al mese con le novità del laboratorio e un’offerta solo per gli iscritti.» Chi sa cosa aspettarsi non ti segnala come spam.
- Un solo invito ad agire. Un pulsante, una cosa da fare: usare lo sconto, prenotare, rispondere all’email. Due inviti si fanno concorrenza, tre si annullano.
E una firma vera: il tuo nome, non «Il team». Le persone comprano da persone.
Un esempio di email di benvenuto da copiare
Ecco un esempio per un negozio di abbigliamento. Cambia i dettagli e funziona per un ristorante, uno studio o un corso:
- Oggetto: Il tuo 10% di sconto è qui, Giulia
- Apertura: «Ciao Giulia, grazie per esserti iscritta. Come promesso, ecco il tuo codice: BENVENUTA10, valido 14 giorni su tutto il negozio.»
- Cosa riceverà: «Una volta al mese ti scrivo con i nuovi arrivi, prima che finiscano in vetrina, e con un’offerta riservata a chi è iscritto. Niente di più.»
- L’invito: un pulsante, «Scegli il tuo primo capo».
- La porta aperta: «Hai un dubbio su taglie o tessuti? Rispondi a questa email: la leggo io.»
- La firma: Marta, con il nome del negozio.
Sono meno di 100 parole. Non serve di più: il benvenuto non è il posto per raccontare tutta la tua storia.
Non fermarti a una: la sequenza di 3 email in una settimana
Una sola email di benvenuto è meglio di niente. Tre sono meglio di una, per un motivo semplice: non tutti sono pronti a comprare il primo giorno, e chi non apre la prima può aprire la seconda.
- Subito: il benvenuto. Grazie, il regalo promesso, cosa riceverà.
- Dopo 2 giorni: la tua storia. Chi sei, perché fai quello che fai, cosa ti distingue. Una storia vera vende più di dieci aggettivi.
- Dopo 5 giorni: la prova e la spinta. Cosa dicono i clienti (solo recensioni vere), il prodotto più amato, e un promemoria: «Il tuo sconto scade fra 9 giorni».
Su Spedito questa sequenza è già pronta: nelle automazioni scegli il modello «Benvenuto», cambi i testi e la attivi. Parte da sola per ogni nuovo iscritto, da qualsiasi modulo o integrazione, e arriva nella lingua di chi si iscrive se l’hai tradotta.
Gli errori che rovinano il benvenuto
- Mandarla in ritardo. Il benvenuto spedito con la newsletter del mese dopo non è un benvenuto.
- Nascondere il regalo. Lo sconto in fondo, o consegnato solo dopo aver chiesto di «seguirci su Instagram».
- Il muro di testo. Missione, valori, storia dell’azienda: tienili per la seconda email, e in breve.
- L’indirizzo noreply@. Chiudi la porta proprio a chi vuole parlarti. Fatti rispondere: le risposte dicono anche ai provider che le tue email sono gradite.
- Iscrivere senza consenso. Per il GDPR serve un consenso libero e documentato; il doppio opt-in ti mette al sicuro.
Domande frequenti
Quando va mandata l’email di benvenuto?
Subito, entro pochi minuti dall’iscrizione. Con il doppio opt-in, subito dopo la conferma. È il momento in cui l’attenzione è più alta.
Quanto deve essere lunga?
Corta: da 50 a 150 parole bastano. Il regalo promesso, cosa riceverà, un invito. La tua storia può aspettare la seconda email.
Devo mettere uno sconto nell’email di benvenuto?
Non è obbligatorio. Funziona qualsiasi cosa di valore che hai promesso nel modulo: uno sconto, una guida, una prova gratuita, un invito. L’importante è consegnare esattamente quello che hai promesso.
Il benvenuto parte anche per i contatti che importo da un file?
No, e va bene così: le automazioni di benvenuto sono per chi si iscrive, non per chi importi. Ai contatti importati, se ti hanno dato il consenso, conviene mandare una sola email di presentazione.