In breve
Una lista email si sporca da sola: le persone cambiano lavoro, abbandonano le caselle, sbagliano a scrivere l’indirizzo. Pulirla significa togliere gli indirizzi che non esistono o non ricevono, correggere gli errori di battitura (gmial.com), eliminare email usa e getta e doppioni e decidere cosa fare con chi non apre da mesi. Va fatto dopo ogni importazione, prima di un invio importante e almeno ogni sei mesi.
Perché una lista sporca ti costa
Ogni email che rimbalza è un segnale per Gmail, Outlook e gli altri: questo mittente non conosce bene i suoi destinatari. Quando rimbalzi e segnalazioni crescono, i provider cominciano a mettere nello spam anche le email per i tuoi clienti migliori.
Poi c’è il conto: quasi tutte le piattaforme fanno pagare in base ai contatti. Paghi ogni mese anche per indirizzi che non leggeranno mai una riga.
E ci sono i numeri: con centinaia di contatti morti, aperture e clic ti raccontano una storia falsa.
Cosa togliere, e cosa correggere
- Indirizzi che non esistono: il dominio non c’è più o non riceve email. Rimbalzano sempre.
- Errori di battitura: mario@gmial.com, anna@libero.con, luca@hotmail.itt. Non si buttano: si correggono, e quel cliente torna raggiungibile.
- Email usa e getta: caselle temporanee che spariscono dopo poche ore, usate per prendere lo sconto e sparire.
- Indirizzi finti o di prova: asdfgh@, test@, prova@prova.it. Nessuno li legge.
- Caselle che nessuno legge: noreply@, postmaster@ e simili.
- Doppioni: la stessa persona iscritta due volte, magari con i punti o con il + di Gmail. Riceve tutto due volte e si irrita.
- Nomi scritti male: «MARIO ROSSI» o «mario» rovinano il «Ciao Mario» delle tue email.
E chi non apre più?
Gli inattivi sono una decisione, non un errore. Prima di toglierli prova a riprenderli: una sola email con una domanda («Vuoi ancora ricevere le nostre email?») e un pulsante. Chi non risponde, lo togli dagli invii.
Attenzione a misurare l’inattività solo con le aperture: da quando Apple Mail nasconde ai mittenti quando un’email viene aperta, il conto delle aperture non è preciso. Guarda anche clic e acquisti; lo spieghiamo in quali numeri guardare.
Ogni quanto pulire la lista
- Sempre dopo un’importazione: da un file, da un altro programma, da vecchi registri.
- Prima di un invio importante: Black Friday, saldi, un lancio.
- Ogni sei mesi, per una lista che cresce con i moduli.
- Subito, se vedi i rimbalzi salire o le aperture crollare di colpo.
Le piattaforme serie tolgono da sole gli indirizzi che rimbalzano in modo definitivo: su Spedito succede a ogni invio. La pulizia serve per tutto il resto, prima che rimbalzi.
Come pulire la lista con Spedito
In Spedito, in Contatti, c’è Pulisci la lista. Prima ti mostra gratis un’occhiata alla tua lista, con i numeri: quanti possibili errori di battitura, email usa e getta, doppioni e nomi da sistemare. Poi la verifica completa, con l’AI:
- corregge gli errori di battitura nel dominio e recupera chi era rimbalzato per quello;
- controlla che ogni dominio esista e riceva email, e blocca gli indirizzi che non arriverebbero mai;
- trova le email usa e getta e, con l’AI, gli indirizzi finti o di prova;
- riconosce la stessa persona scritta in due modi e tiene quella che legge;
- sistema i nomi senza inventarne nessuno;
- ti mostra chi non apre da 6 mesi, e decidi tu.
Niente cambia finché non confermi, e chi viene tolto resta nei contatti, sotto «Non ricevono». Si compra una volta, da 9 € più IVA, con due controlli in 30 giorni; se il primo non trova niente da sistemare, ti rimborsiamo.
Domande frequenti
Ogni quanto va pulita una lista email?
Dopo ogni importazione, prima di un invio importante e comunque ogni sei mesi. Se vedi salire i rimbalzi, subito.
Togliere i contatti inattivi fa perdere clienti?
Raramente: chi non apre da mesi di solito non compra più dalle tue email. Prima di toglierli, manda un’ultima email per chiedere se vogliono restare. Chi risponde resta, e sarà più attento di prima.
Qual è un tasso di rimbalzo accettabile?
Il più basso possibile. Come regola pratica, con una lista raccolta con il consenso e tenuta pulita i rimbalzi restano sotto il 2% per invio: sopra, controlla la lista prima del prossimo.
Posso pulire la lista gratis?
In parte sì: togliere chi rimbalza, chi si disiscrive e chi segnala spam lo fa la piattaforma. Per correggere gli errori e trovare indirizzi morti, finti e doppioni servono controlli in più: su Spedito l’occhiata alla lista è gratis, la verifica completa costa da 9 €.