In breve
Un buon oggetto dice cosa c’è dentro e perché conviene aprire, in poche parole: su molti telefoni se ne vedono solo le prime 30–40 battute. Funzionano la chiarezza, un numero, una domanda vera, il nome della persona; non funzionano le MAIUSCOLE, i punti esclamativi a raffica e le promesse che l’email non mantiene. Il segreto è non indovinare: prova due oggetti su una parte della lista e manda il vincente a tutti.
Perché l’oggetto conta così tanto
Nella casella di posta la tua email ha un secondo e tre righe: il nome del mittente, l’oggetto e l’anteprima. È tutto quello che la persona vede prima di decidere. Puoi scrivere la newsletter migliore della tua vita: se l’oggetto non convince, non la legge nessuno.
Pensa all’oggetto come al titolo di un annuncio. Ha un solo compito: far leggere la riga dopo.
Le 9 regole per un oggetto che fa aprire
- Di’ cosa c’è dentro. «Il menu d’autunno è arrivato» batte «Novità!!!».
- Metti le parole importanti all’inizio. Sul telefono la fine spesso viene tagliata.
- Usa i numeri. «3 idee regalo sotto i 30 €» è concreto, e le cose concrete si aprono.
- Parla di lui, non di te. «Il tuo ordine» e «per te» attirano più di «la nostra nuova collezione».
- Fai una domanda vera, a cui il lettore vuole rispondere: «Hai già prenotato per sabato?»
- Usa il nome con giudizio. Il nome nell’oggetto si nota, ma se lo metti sempre smette di funzionare.
- Niente MAIUSCOLE e niente «!!!». Sembrano urla, e allontanano proprio i clienti migliori.
- Una scadenza solo se è vera. «Ultimo giorno» funziona una volta; inventato, ti brucia la fiducia.
- Mantieni la promessa. Un oggetto che inganna fa aprire una volta e disiscrivere per sempre.
Non dimenticare l’anteprima
L’anteprima (in inglese preheader) è il testo grigio che compare dopo l’oggetto. Se non la scrivi tu, il programma di posta mostra le prime parole dell’email: spesso «Visualizza nel browser» o un indirizzo. Spazio sprecato.
Usala per completare l’oggetto. Oggetto: «Il menu d’autunno è arrivato». Anteprima: «zucca, funghi e un dolce che non ti aspetti, da giovedì». Su Spedito il campo Anteprima è sotto l’oggetto di ogni email.
Le «parole spam» esistono davvero?
Meno di quanto si crede. I filtri di oggi guardano soprattutto chi sei (un dominio autenticato), come si comporta la tua lista (aperture, segnalazioni) e il messaggio nel suo insieme, non una singola parola come «gratis».
Ma un oggetto urlato, pieno di simboli e di promesse esagerate fa scattare le segnalazioni delle persone, ed è quello che ti porta nello spam. Per la parte tecnica leggi perché le email finiscono nello spam.
Il test che fa la differenza: A/B sull’oggetto
Chi scrive oggetti da vent’anni non indovina molto più di te: prova. Il metodo è semplice:
- scrivi due oggetti diversi per la stessa email;
- mandali ciascuno a una piccola parte della lista;
- dopo qualche ora guarda quale ha fatto aprire di più;
- manda il vincente a tutti gli altri.
Su Spedito il test A/B dell’oggetto fa tutto da solo (scrivere un’email). E se ti manca l’idea, il nostro generatore gratuito di oggetti te ne propone cinque e ti dice cosa migliorare in quello che hai scritto.
Esempi di oggetti per ogni occasione
- Novità: «È arrivato il pane ai cereali che ci chiedevate»
- Offerta: «Solo per gli iscritti: 20% fino a domenica»
- Evento: «Giovedì degustazione: restano 8 posti»
- Consiglio utile: «Come tenere il pane fresco per tre giorni»
- Riattivazione: «Ti scriviamo ancora?»
Nessuno di questi è magico. Funzionano perché sono chiari, parlano al cliente e mantengono quello che promettono.
Domande frequenti
Quanto deve essere lungo l’oggetto di un’email?
Non c’è una lunghezza magica, ma su molti telefoni si vedono 30–40 battute: metti all’inizio le parole che contano e, quando puoi, resta sotto i 50 caratteri.
Le emoji nell’oggetto funzionano?
Una emoji pertinente può aiutarti a farti notare; tre fanno sembrare l’email una pubblicità. Provala con un test A/B prima di farne un’abitudine.
Meglio un oggetto curioso o uno chiaro?
Nel dubbio, chiaro. La curiosità funziona se la persona ti conosce e si fida; con una lista nuova, dire cosa c’è dentro rende di più.
Posso cambiare l’oggetto dopo l’invio?
No: una volta spedita, l’email resta com’è. Per questo conviene mandarsi una prova e, se puoi, testare due oggetti su una parte della lista.